Savoir faire

E., tedesca, dichiara di detestare il calcio, non lo guarda mai, sapeva le partite in programma la sera perché gliele abbiamo dette noi giorno per giorno, molti risultati sostiene di averli forzatamente intuiti dall’intensità dell’esultanza nelle strade.
I tifosi portoghesi esultano più di tutti, inconfondibili.
Insieme agli italiani, sono gli unici che hanno anche il contro-esulto: il rumoroso disappunto dell’occasione mancata o del gol preso.
Gli spagnoli si sentono festeggiare a partita finita.
I tedeschi fingono distacco, ma si accalorano tanto quanto. Magari non fanno i caroselli di auto, ma quanto a bandiere non sono secondi a nessuno, soprattutto sulle macchine.
Comunque non hanno avuto molte occasioni di esultare, visto che l’Italia li ha battuti in semifinale, e la mattina dopo E. è entrata nel mio ufficio sorridendomi:

You won!
Non io personalmente, gli undici in campo non li conosco nemmeno, comunque si, abbiamo vinto.
Bella partita?
Non lo so, non l’ho vista.
Infatti, neanch’io. Comunque congratulazioni.
Grazie.

Stamattina, dopo Spagna-Italia, è entrata nel mio ufficio con aria neutra:

Com’è andata la partita?
Abbiamo perso.
Really? Non ci credo…
Si, 4 a 0.
Non ci posso credere.
Grazie, molto gentile.
Non c’è di che.

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