Quasi quasi iscrivo i bambini alla Scuola Europea

Un bel giorno, vuoi perché hai inviato un curriculum all’azienda giusta, vuoi perché hai fatto un concorso per le istituzioni europee, vuoi perché la tua azienda apre una sede in Lussemburgo o deve sostituire qualcuno, vuoi perché avevi inviato un curriculum senza crederci troppo e invece… (qui ci sono tante banche, forse tutte, ma c’è anche la sede europea di Amazon, c’è Ferrero, Lavazza, Nestlé, ci sono le grandi ditte automobilistiche,… e c’è un’università giovanissima che assume per curriculum, con i posti vacanti regolarmente pubblicati sul sito web http://recruitment.uni.lu/fr), un bel giorno capita che ti offrano un lavoro in Lussemburgo.

E se hai dei figli una delle prime cose che ti dicono è che c’è la Scuola Europea.

Non è un’informazione da poco, e per questo arriva a volte prima dell’informazione sullo stipendio, soprattutto se l’azienda ha con la scuola una convenzione che garantisce l’iscrizione dei figli dei dipendenti. Le scuole lussemburghesi infatti sono trilingue (lussemburghese tedesco e francese) con una fortissima prevalenza germanofona, soprattutto alle elementari.

Il che, se tuo figlio ha due anni, può essere una risorsa magnifica, lo metti all’asilo e te lo ritrovi dieci anni dopo che parla le sue quattro lingue, qualcuna più utile qualcuna meno utile, ma sempre quattro sono, e l’inglese come lingua straniera fan cinque. Ma se vieni da un paese di lingua neolatina, se in casa nessuno parla il tedesco, se tuo figlio è già in età scolare, beh, allora sapere che c’è la Scuola Europea aiuta.

E se poi il lavoro che ti propongono è a durata determinata, e sai che dopo qualche anno dovrai molto probabilmente tornare in Italia, e che l’ipotetico figlio di cui sopra dovrà rientrare nel sistema scolastico da cui ora lo fai uscire, allora è proprio la Scuola Europea quello che ti permette di accettare il lavoro.

È una scuola strana e affascinante la Scuola Europea, che si comporta come una scuola privata, ma i cui docenti sono inviati e pagati dagli Stati membri, che segue i programmi scolastici nazionali in lingua nazionale (una sezione per ogni o quasi lingua dell’Unione europea), ma che alle superiori fa confluire l’insegnamento di metà delle materie nelle sole tre lingue veicolari (a scelta, inglese francese o tedesco), i cui studenti sono divisi per lingua, ma sono tutti di fatto bilingue… Una scuola nata per 6 Stati membri e 4 lingue, ma che adesso fa i conti con qualcosa come 23 diversi idiomi e 27 nazionalità, e non sempre i conti tornano… ma questo lo scoprirai solo dopo!

In Lussemburgo la sezione italiana è tra le più richieste e affollate: nella numerosissima comunità italiana il desiderio di mantenere legami con la lingua e la cultura originari è molto forte, e le richieste d’iscrizione sono tante, dal giudice della Corte di giustizia europea che ne ha diritto per statuto alla signora della pulizie che si svena per pagare la retta, dalla dirigente di banca al meccanico.

Alla fine i bambini si ritrovano in classi fortunatamente più rappresentative della realtà di quanto l’aura di privilegio che circonda la scuola lascerebbe credere. Anche nel gruppo maggioritario di figli di funzionari europei (che, in teoria, sono ammessi d’ufficio e in via prioritaria) il livello sociale è tutt’altro che omogeneo: perché il mondo dei funzionari europei negli ultimi dieci anni si è frammentato, si è diviso tra “vecchi” funzionari e “nuovi” funzionari, il cui stipendio è stato drasticamente ridotto, e tra funzionari e agenti contrattuali.

I contratti a tempo determinato aumentano infatti sempre più (è la crisi, signori) e non solo nel settore privato: sono contratti di uno/due/tre anni, non sempre rinnovabili, oltre che meno retribuiti, che portano in Lussemburgo un numero sempre crescente di famiglie in transito, per le quali la Scuola europea rappresenta il filo di continuità con la vita di prima e di dopo.

Così, un bel giorno, capita che ti offrono un lavoro in Lussemburgo, e che ai tuoi figli offrano l’iscrizione alla Scuola Europea.
E tu accetti: il lavoro per te, la scuola per i tuoi ignari figli.
E non saprai mai se hai fatto la cosa giusta…

 

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9 pensieri su “Quasi quasi iscrivo i bambini alla Scuola Europea

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    • Ciao.
      Il costo della scuola europea cambia a seconda della categoria di iscrizione: se hai il posto riservato in base ad accordi tra la società per cui lavori e la scuola europea, allora la retta è più alta, ma se ne fa carico in gran parte la tua azienda. Se invece iscrivi i tuoi figli come categoria III le tariffe annue per l’anno prossimo sono di 3.308,18 EUR per la materna, 4.548,80 EUR per le elementari e 6.202,91 EUR per la secondaria (scuola media/superiore, accorpate in un ciclo unico di 6 anni). Ma sei soggetto ad accettazione da parte della scuola in base al numero di posti residui una volta prese tutte le iscrizioni delle categoria prioritarie.
      Ovviamente queste sono le tariffe per il Lussemburgo. Sono anche previsti sconti (almeno, lo erano, fino a quest’anno….) per il secondo figlio iscritto. Puoi trovare maggiori informazioni sul sito della scuola: in francese http://www.eursc.eu/index.php?l=1 e in inglese http://www.eursc.eu/index.php?l=2

  2. Ciao, sono capitata per caso nel tuo blog, anch’io vivo a Lussemburgo e volevo sapere come si sono trovati i tuoi figli nella scuola europea, io sono molto indecisa, anche se, i miei figli non entrerebbero di diritto. Mi faccio un giro nel tuo blog magari mi convinco a riprendere il mio 😉

    • Ciao.
      I miei figli si sono trovati bene.
      L’unico vero difetto della scuola europea (a parte le esperienze personali che possono essere positive o negative essendo ogni bambino diverso) è che non aiuta minimamente l’integrazione nella realtà locale. Cosa che secondo me adesso che la sezione italiana è a Mamer è ancora più marcata, in quanto la scuola (peraltro bellissima e nuovissima) è in mezzo al nulla. Ma dal punto di vista scolastico, almeno per quanto riguarda le elementari, mi sembra che il livello sia molto buono, le insegnanti sono tutte brave e l’atmosfera tra i bambini è serena. Poi, ripeto, tutto è soggettivo, le insegnanti ogni tot di anni (otto o nove, non ricordo) cambiano, e ogni gruppo classe che si forma rappresenta una realtà nuova. Ma questo vale per tutte le scuole 😀
      Se riprendi il tuo blog, fammi sapere l’indirizzo!!!

  3. Grazie! Ecco, il problema dell’integrazione mi spaventa un pò. Oggi vado a vedere la scuola magari mi viene una bella illuminazione, dato che c’è oure un bel sole. Ihihih!
    Ieri mi hai ispirato e ho riscritto nel blog. In realtà è nuovo, ne ho perso uno per strada.
    unamammaalussemburgo.blogspot.com

  4. Ciao, noi siamo arrivati in Belgio due anni fa, assignment di due anni. Abbiamo quindi mandato i nostri figli alla scuola europea. Oggi abbiamo un contratto permanente .. E sono tre notti che non dormo perche’ non so se mandare i miei bimbi (6 anni e 4 anni) alla scuola locale( per iniziare ad integrarci..) oppure ancora alla scuola europea nella sezione inglese ( non c’e’ la sezione italiana, ma possono seguire le lezioni di lingua italiana). … AIUTO!! 😦 nn so che fare …. I punti forti della scuola europea sono le lingue, gli amici che hanno gia’ l’ambiente che gia’ conoscono. I negativi, il costo, la distanza (25 minuti di macchina da dove abitiamo) e l’ambiente chiuso …. Non so che fare …. Consigli? Grazie mille! Barbara

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