E tu, che tipo di energia usi?

Ho ricevuto a casa una comunicazione dal nostro fornitore di energia elettrica. Uno schema riassuntivo di come è stata prodotta l’energia elettrica, e con quale impatto ambientale: l’energia che abbiamo consumato noi come nucleo familiare, quella che il fornitore ha erogato a tutti i suoi clienti in generale e anche quella che è stata consumata nella nazione a prescindere dal fornitore.
E io che pensavo che fosse il conguaglio da pagare!

La sorpresa è stata quindi doppia: non devo pagare il conguaglio (è un po’ come togliere un dente: sai che devi farlo, sai che rimandare è inutile e anzi dannoso perché il problema non farà che peggiorare, e ciononostante continui a rimandare, a gioire se il dentista annulla l’appuntamento …) e in più ho scoperto che consumiamo solo energia verde.

fornitura_elettricita

Niente energia eolica, purtroppo.
Peccato, perché mi piacciono quei giganti buoni che si ergono numerosissimi nelle campagne belghe e tedesche (e in sud Italia!) con i loro tronchi slanciati e possenti, vigile avanguardia di un mondo migliore, sognato da Don Chisciotte ecologici che invece di combatterli, i mulini a vento, hanno cominciato a costruirli. Mi sarebbe piaciuto immaginare dietro alle mie lampadine il fruscio sommesso delle loro grandi e lente pale…

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Invece no, niente pale, ma 100 % energia idroelettrica. Che comunque non è male: impatto ambientale zero!
Parliamo evidentemente dell’impatto ambientale in fase di produzione: quanto ho inquinato io consumandola, quest’energia pulita, non saprei calcolarlo (certo a impatto zero non sembrava il pollo ieri sera tragicamente bruciato!)

E, come a noi, il nostro fornitore eroga energia 100 % idroelettrica a tutte le utenze casalinghe, mentre le altre tipologie di utenza ricevono un mix che include un po’ di energia eolica (7,7 %), molta idroelettrica (39,5 %) e ancora: energia solare, gas naturale (22,6 %), energia fossile, … ed energia nucleare (4,6 %).

Già, l’energia nucleare
I quattro grossi reattori francesi di Cattenom sono a un tiro di schioppo, e anche se la Germania ha in programma di dismettere le sue centrali il Lussemburgo piccolo com’è non può illudersi di essere una nazione denuclearizzata: poco dopo il confine i reattori bruciano, sia in Francia che in Belgio, e nella malaugurata ipotesi di un incidente cercare di capire in che direzione soffia il vento sarebbe probabilmente tempo sprecato.
Intanto, sul territorio nazionale nel suo complesso, di tutta l’energia elettrica consumata il 24 % è prodotto nelle centrali nucleari, mentre la percentuale di energie rinnovabili scende al 20,3 %.
E la consolazione di aver bruciato il pollo sprecando (oltre al pollo, l’olio, le olive…) solo energia pulita, si inquina un po’…

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Quiz: riuscite a collocare il Lussemburgo su questa mappa delle zone a rischio di incidente nucleare in Europa?

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