Non solo carnevale.

Ieri sera abbiamo deciso di approfittare del fatto che non faceva troppo freddo e che non pioveva per andare finalmente a vedere il “buergbrennen”: un enorme falò acceso (tradizionalmente dalla coppia più recentemente maritata) per festeggiare… già, per festeggiare cosa?

Forse un retaggio del capodanno degli antichi romani, forse una paganeggiante supplica alla divinità per chiedere un buon raccolto …: di spiegazioni sull’origine della festa, che cade rigorosamente la sera della prima domenica di quaresima, ne ho sentite varie.
Tutte sottintendono in realtà il desiderio di farla finita con le giornate grigie e buie, con il freddo (in passato gli inverni erano molto più rigidi!), il bisogno di luce e di calore sia fisico che umano che portava a un certo punto le persone in piazza ad accendere insieme un grande fuoco. Augurandosi e aspettando la primavera.

Personalmente – e non ero l’unica! – mi sono goduta i panini con le salsicce, la birra, la musica, e in generale la gente per strada dopo le sei del pomeriggio, evento sempre degno di nota. Tantissimi bambini, e famiglie, per questa che ho scoperto essere una festa ancora molto sentita.
E direi che almeno un po’ il rito propiziatorio quest’anno ha funzionato, visto che oggi finalmente è uscito il sole!
Un’intera bellissima luminosa giornata di sole: ho capito perché la primavera ha sempre meritato tante feste. A pranzo tutti ne hanno approfittato per uscire un po’, e io mi sono ben guardata dal tirare le tende in ufficio. Pazienza per il riverbero sul monitor…

Prima del Buergsonndeg avevamo avuto un’altra festa legata alla luce, quella che da noi si chiama la candelora e che qui invece risponde all’appellativo di “liichtmëssdag”, festa della luce nascente: l’origine unanimemente riconosciuta risale dall’antichissima festa gallica di Imbolc, in onore della dea Brigid o Brigit, che sovrintendeva alle guarigioni e alla fertilità. Insomma, sempre di desiderio di primavera stiamo parlando!

Per il 2 febbraio i bambini, soprattutto i più piccoli, costruiscono lanterne di carta e poi vanno (più o meno) di casa in casa a portare la luce e chiedere in cambio dolci e caramelle. Una collega mi ha spiegato che è tradizione per la candelora mangiare le crepes: non so quanto sia attendibile la fonte, ma nel dubbio io le ho mangiate, per sicurezza anche il giorno prima e il giorno dopo.


Eppure, forse perché nessun bambino ha suonato alla nostra porta, non ha funzionato. Il sole non c’è stato. Né il 2 febbraio, né il 3, né il 4 …

Quindi la palma di rito propiziatorio meglio riuscito quest’anno va senza ombra di dubbio al grande falò della prima domenica di quaresima, che ci ha regalato la prima veramente bella giornata dopo mesi. Peccato che il sole di oggi sia destinato a non durare, se le previsioni meteo sono attendibili.

Il che mi ricorda una freddura che mi raccontò un amico inglese: “quest’anno abbiamo avuto un’estate splendida. Purtroppo io ero in bagno, e me la sono persa”.

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