Ho il blog meteoropatico

Due mesi e mezzi di caldo e sole e poi un bellissimo luminoso e a volte quasi estivo autunno hanno mandato in vacanza questo blog, che a quanto pare è meteoropatico, o forse solo fotosensibile.

Fatto sta che avevo, scusatemi, di meglio da fare.

Cenare col gelato (non vi interessa, lo so, però da qualche mese è finalmente possibile trovare anche da queste parti del vero meraviglioso estatico gelato artigianale), combattere col barbecue all’imbrunire (cioè dopo le nove di sera), sorseggiare (si fa per dire) panachés fredde sulla terrasse di qualche café insieme agli amici e affrontare discussioni familiari epiche sul come spendere i weekend.  Soprattutto dopo che una bellissima passeggiata per boschi si è conclusa con metà della famiglia che sguazzava felice in un ruscelletto gelido (la percezione della temperatura dell’acqua è decisamente soggettiva, loro erano lì senza scarpe né pantaloni, io neanche una mano sono riuscita a tenere immersa per più di due secondi!), l’altra metà, la metà cosiddetta adulta, si è vista costretta (dopo aver scongelato l’arto superiore di una metà della metà) a riflettere sulla necessità di trovare un modo di balneazione alternativo al mare del sud Europa.

Purtroppo il lago si è rivelato una soluzione, pur nella sua assoluta semplicità, impraticabile … il lago? ma che vuoi fare il bagno al lago? ma il lago è pericoloso … è sporco …  fa senso … andiamo in piscina no? saltiamo in macchina e andiamo  a passare il weekend sulla costa belga, almeno è mare…, e le piscine a pagamento d’altro canto troppo affollate, e il mare più vicino comunque troppo lontano, e … così alla fine abbiamo continuato ad andar per boschi, a passare casualmente in gelateria e ad aspettare le ferie per raggiungere il rassicurante mar mediterraneo.

Che i bambini hanno salutato con un entusiasmo toccante, senza peraltro perdere l’occasione per litigare.

Io voglio vivere sempre qui – No, io voglio la neve d’inverno – Allora solo l’estate, però tutta l’estate, non solo le vacanze – E come si fa con la scuola, e con il lavoro di papà e mamma?  mamma, glielo dici che non si può? – Si che si può – No, non si può, sei un bebè – Non sono un bebè, mamma diglielo che non sono un bebè – E allora tu e papà restate qui e io e mamma torniamo in Lussemburgo – Ehi, regina degli elfi, non coinvolgere altre persone nelle tue decisioni ok? – Ecco lo vedi, mamma è d’accordo con me! – Vale anche per te nano guerriero, smettetela immediatamente altrimenti non vi faccio fare il pupazzo di neve quest’inverno! – Ma mamma, che c’entra? Siamo al mare! –  Niente, hai ragione, zitti sennò vi affogo, va meglio così?

Comunque, per chi avesse meno preconcetti, pare che ci siano in Lussemburgo spiagge lacustri di grande bellezza. In particolare ci avevano consigliato il lago di Esch sur Sûre, riserva d’acqua potabile nel Parco naturale della Haute-Sûre.
Il che tranquillizza sulla qualità dell’acqua in termini di balneabilità.
Però fa sorgere qualche perplessità sul concetto di potabilità …

Stai a vedere che c’è un perché al fatto che gli indigeni bevano più birra che acqua!

Intanto le giornate si sono accorciate e continueranno minacciose a farlo, e, mentre i boschi esplodono in colori di indescrivibile bellezza prima di cedere alla bicromia invernale, la pioggerellina è tornata tra noi, senza aspettare peraltro che noi la invitassimo.

Giacche a vento, scarpe chiuse, termosifoni accesi, alle cinque è già buio. È tempo di ricominciare ad aggiornare questo blog.

Winter is coming…

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