La lunga epoca delle feste invernali

zucche

Abbiamo cominciato la penultima settimana di ottobre comprando zucche e cercando cappelli da strega, che Halloween si avvicinava: siamo andati a scuola mascherati da mostri l’ultimo giorno prima delle vacanze, cenato a lume di zucca intagliata, ci siamo cibati di zuppe di rospo e denti di vampiro, nomi sotto cui si celavano le stesse cose che si mangiano normalmente con l’aggiunta però di un po’ di zucca (e di molta carota, sottobanco, ché vi ci voglio a colorar di arancione le vostre pietanze solo con la zucca).

Ebbene si, gli immigrati desiderosi di integrarsi in quel di Lussemburgo si ritrovano vestiti da fantasma alla fine di ottobre, dopo rigorose ricerche storiche per mettere a posto la coscienza: Halloween è festa antichissima e di nobili origini, divertitevi in pace e che il grande cocomero sia con voi.

linusgrandecocomero

Sopravvissuti alle vacanze di Ognissanti (una settimana di vacanza scolastica, mica bruscolini!), neanche il tempo di rientrare in servizio attivo che hanno cominciato a comparire nelle pasticcerie e nei forni i Boxemännercher, i bonhomme, segno inequivocabile che Saint Nicolas si avvicinava.

Agli alberi son spuntate le luci, i negozi han virato sul rosso, e calendari dell’avvento sono comparsi dal nulla come funghi mutanti dopo una pioggia acida: dalle finestrelle che celano cioccolatini alle scatole di the con 24 bustine di profumo differente, il calendario dell’avvento tenta ogni anno il relooking, con peraltro scarsissimi risultati e per fortuna nessuna presa sui miei eroi minorenni, complice forse il fatto che l’unica volta che gliene hanno regalato uno io gli ho sequestrato un cioccolatino al giorno fino a natale!
(Anche se quest’anno ad essere onesti – e tocca esserlo, almeno a Natale! – qualcosa di interessante si è visto …)

avvento

Per due se non tre settimane, e con frequenza crescente all’avvicinarsi del fatidico giorno, Saint Nicolas di varia foggia e corporatura sono stati avvistati nei corridoi scolastici nelle palestre sulle piste di pattinaggio nei centri commerciali ovunque si potesse presumere che sarebbe passato più di un bambino, da omaggiare (i bambini, non i replicanti di Saint Nicolas) con cioccolatini di varia qualità e coloratissime caramelle, mentre a casa (nei ritagli di tempo tra compiti attività sportive e feste di compleanno con cartoccio di immancabili ulteriori caramelle offerto alla fine) ci dilettavamo con la fabbricazione di scarpette di carta, la migliore delle quali è stata poi lasciata su tavolo la sera di Saint Nicolas.
L’osservanza della tradizione non è proprio ortodossa, direte voi che vi siete documentati l’anno scorso proprio su queste pagine. Lo so, ma l’overdose da dolciumi essendo già fornita dalla società non vedo il bisogno di replicarla in famiglia…
E così nella scarpetta (misura 54, a occhio) la mattina del 6 duole ammettere che c’erano noci mandarini arachidi e un portachiavi luminoso che profumava di involtini cinesi.
Crudeltà di madre non conosce limiti, se non quelli per ora infrangibili della gioia infantile di fronte al portachiavi luminoso. Finché dura…

Sopravvissuti a mal di pancia minimi se comparati alla quantità di sucreries, avanziamo adesso con passo deciso ed inesorabile verso il Natale! Come dimenticarsene con i mercatini lussemburghesi sparpagliati in tutta la città in perfetta duplicazione degli stessi banchi ovunque? Vin caldo, birra, salsicce, gaufres, frittelle di patate, spiedini di fragole ricoperte di cioccolato o altra frutta a scelta, purché ricoperta di cioccolato, e di non edibile solo cappelli da babbo natale e cerchietti da renna: le puntate nelle città dei dintorni per trovare qualcosa di più vario si renderebbero necessarie se non cominciassimo ad essere un po’ appesantiti, ma all’essenziale abbiamo già provveduto sin da prima delle vacanze estive: i biglietti aerei! Ora non resta che ritrovare i passaporti, ricordarsi di stampare le carte d’imbarco, valutare numero e peso di valigie.
Le faremo, le valigie, la sera prima di partire, una fetta di Stollen in una mano e lo zucchero a velo un po’ ovunque, rendendoci conto che non avevamo messo in conto gli zaini di scuola, che ai compiti non si deroga, e che la trapunta regalo per la nonna è molto più voluminosa di come ce la ricordavamo. Andremo a letto stremati e ci sveglieremo all’alba, per partire, e per stampare le carte d’imbarco con un piede già sulla soglia, le giacche infilate, ma non ci avevi pensato tu?

stollen

E se tutto va bene partiremo, confidando che il sale per la pista non finisca, che nessuna tormenta di neve sopraggiunga, e che in generale l’aereo decolli all’ora prevista e atterri integro puntuale e a giusta destinazione, per lasciarci travolgere dalle feste chez nous, ritrovare parenti e amici, conoscere i nuovi nati dell’ultimo quadrimestre, scoprire fidanzamenti e divorzi, farsi offrire del buon panettone ‘che su non lo trovi’ (il che – rimanga tra noi – non è vero, dopo il gelato anche un superbo panettone artigianale è sbarcato in Lussemburgo, ma ciò non impedisce di mangiare comunque il panettone anche in Italia, chilo più chilo meno non vorrete farne una questione di frontiere!).
Torneremo che sarà già l’anno prossimo, con la malinconia glicemica di chi si lascia di nuovo gli affetti alle spalle, e l’umano sollievo di tornare a casa propria, pronti ad affrontare un mese di pausa alimentare prima di carnevale (sento già il profumo dei Verwurelter, nodini di pasta soffice fritti e inzuccherati…).
Ma prima, avremmo fatto fuori la Galette des Rois cercando la ‘fave’, doppia fetta a chi non l’ha trovata come premio di consolazione.

Buone feste a tutti!

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